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Quotazioni, spread e calcolo di utili e perdite nel forex

All’interno del Forex non è presente una quotazione ufficiale di una valuta contro un’altra. Prezzi indicativi vengono incessantemente forniti dai principali operatori ai circuiti internazionali informativi come Reuters o Bloomberg. Prezzi operativi vengono forniti dai market maker su appositi circuiti. E’ importante comprendere che fare trading nel Forex spot è diverso che fare trading in un mercato regolamentato. Le quotazioni delle diverse banche e broker possono differenziarsi di pochi “tick”, possono avere diversi spread fra il prezzo bid ed il prezzo ask.

Operare però su un mercato over the counter quale è il Forex, significa operare nel mercato più liquido del mondo. Grazie all’informatizzazione e all’apertura 24 ore su 24 i prezzi procedono tutti tick dopo tick. L’allineamento dei prezzi dei market maker è assicurato dal fatto che una quotazione fuori mercato sarebbe subito oggetto di arbitraggio da un’altra controparte e sarebbe dunque negativa per il market maker stesso.

Fino a qualche anno fa, l’operatività sul Forex era riservata solamente a grandi operatori commerciali ed istituzionali. Per avere accesso al mercato delle contrattazioni erano necessarie enormi quantità.

Con l’avvento dell’informatizzazione e la globalizzazione dei mercati, gli intermediari hanno offerto la negoziazione in cambi anche alla clientela retail dando la possibilità di negoziare quantità ridotte sia in via telefonica sia attraverso l’operatività online.

Quando un market maker è chiamato a dare una quotazione, replicherà con due numeri: il più basso (denaro o bid) è il prezzo il cui market maker è disposto in quel momento a comperare la prima valuta del rapporto. Il più alto (lettera o ask) è il prezzo cui il market maker è disposto in quel momento a vendere la prima valuta del rapporto.

La differenza tra denaro e lettera è denominata spread

Il prezzo spot sul mercato forex

Il mercato spot o a pronti, è un mercato OTC (over the counter): non avviene in una sede fisica stabilita, ed ogni transazione lega due controparti senza il filtro del mercato.

Si può operare a leva; l’ammontare di una marginatura richiesta è stabilita liberamente da ciascun agente presente sul mercato. E’ il mercato favorito dagli speculatori.

Ogni transazione ha una valuta di due giorni, ma è possibile con il meccanismo del roll over fare slittare indefinitamente la data valuta.

Il prezzo di negoziazione è in cambio a pronti (spot ) e viene assicurato all’istante dalle due controparti telefonicamente o attraverso i sistemi telematici ed indica la quantità di una divisa necessaria per acquistare o vendere una unità di un’altra divisa. Il regolamento delle operazioni in cambi a pronti si compie per “valuta spot” due giorni lavorativi immediatamente successivi la data di registrazione.

Le strategie di copertura sul forex

Gli strumenti e le strategie di copertura del rischio cambio (hedge) sono vari e sempre più ricercati. I casi in cui risulta necessario valutare l’utilità di una copertura del rischio cambio sono numerosi. Esempio:

Consideriamo il caso di un’azienda importatrice che debba pagare fra sei mesi un carico di merci in dollari americani. L’azienda ha tre possibilità:

Nel primo caso, l’importatore trarrà vantaggio da un indebolimento del dollaro. Altrimenti avrà costi di approvvigionamento maggiori. Tale posizione andrà mantenuta solo a fronte di una visione di mercato fortemente ribassista per il dollaro.

Nel secondo caso, l’importatore acquisterà a termine i dollari. Se alla scadenza il cambio spot sarà superiore al termine, l’importatore avrà guadagnato dalla copertura. Sarà la strategia giusta, solo a fronte di una visione di mercato rialzista di dollaro.

Nel terzo caso, l’importatore compera un’opzione call sul dollaro pagandone il premio. Se il dollaro si consolida oltre lo strike price più il premio, allora l’opzione verrà esercitata e l’azienda ne trarrà un vantaggio. Altrimenti, se il dollaro dovesse deprezzarsi, all’importatore non converrà esercitare l’opzione.

L’opzione sul cambio è quindi un valido strumento di copertura nel caso in cui la visione di mercato dell’importatore sia incerta e questi voglia avere una copertura da movimenti avversi del mercato mantenendo però la possibilità di beneficiare pienamente da movimenti favorevoli.

Le opzioni sul forex (parte II)

Elementi caratterizzanti il contratto di opzione:

Gli elementi che contribuiscono a formare il premio sono:

Il premio può essere scomposto in valore intrinseco ed in valore temporale. Considerando il momento dell’accensione del contratto, il valore intrinseco è dato dalla differenza fra il prezzo di mercato a termine e lo strike price ed esprime l’utile che si potrebbe realizzare se l’opzione in oggetto venisse esercitata nel momento stesso in cui viene stipulato il contratto. Il valore intrinseco è sempre positivo o nullo. Ovvero, se un’opzione fosse “out of the money” (dà il diritto di fare una transazione ad un prezzo peggiore di quello attualmente sul mercato), l’intrinsic value sarà pari a zero e non negativo.

Il valore temporale è quello che si ottiene detraendo dal premio il valore intrinseco ed è costituito da due elementi: la volatilità e la durata dell’opzione.

Le opzioni sul forex

Le opzioni si sono sviluppate analogamente nel mercato OTC e nei mercati regolamentati.

L’opzione è un contratto che attribuisce all’acquirente, dietro pagamento del premio, il diritto di comprare (opzione call) o di vendere (opzione put), l’attività finanziaria sottostante,  ad un determinato prezzo (strike price), ad una determinata data futura (opzione europea) o entro una determinata data futura (opzione americana).

Il venditore di un’opzione cede questo diritto, quindi il venditore di un’opzione venderà (call) o comprerà (put) un’attività finanziaria ad un dato prezzo (strike price) solo se il compratore di quell’opzione eserciterà il diritto. Nel mercato OTC, la liquidità sulle opzioni è garantita da banche e broker. Al Chicago Mercantile Exchange (www.cme.com), vengono trattate le opzioni sui future delle principali valute.

Un contratto di opzione può essere stipulato sui cambi. I contratti “tipo” sono i seguenti:

I FUTURE SU VALUTE

Il future sulle valute, o currency future, rientra tra i financial future.

Il future è uno strumento a termine con cui il soggetto si impegna a comprare o a vendere ad una data stabilita una determinata attività finanziaria a un prezzo prefissato; in questo caso è una quantità di valuta.

La differenza fra future e termine è che pur essendo entrambi strumenti a termine, solo il primo viene negoziato su mercati regolamentati con organi di controllo e regole rigide che garantiscono la solvibilità degli operatori.

La struttura tecnica è standard e le scadenze sono trimestrali (marzo, giugno, settembre e dicembre).

Nel caso in cui un soggetto decida di comprare o vendere un future sull’eur / usd dovrà rivolgersi ad un intermediario specializzato tra quelli che operano sulle diverse borse su cui sono quotati i currency future (Cme, Globex, Sgx).

Ogni borsa stabilisce condizioni di negoziazione diverse (scadenze, margini iniziali e di mantenimento, sistemi di regolamento e di compensazione).

Contratto euro / dollaro:

GLI SWAP VALUTARI

Con un “currency swap agreement” viene convertita un’attività o una passività espressa in una valuta in un’altra. Lo swap si può creare mantenendo la stessa struttura dei tassi dell’attività o passività interessata (da tasso fisso a tasso fisso, da variabile a variabile) o modificandola.

Il primo passo dello swap è la conversione tra le due valute nel mercato spot.

Per tutta la durata dello swap, le controparti pagheranno gli interessi dovuti in linea con l’accordo. Allo scadere del contratto, le valute vengono ricambiate solitamente allo stesso prezzo della prima transazione.

Lo swap sulle valute è un buon strumento di copertura quando l’attività o passività da coprire comporta un’esposizione si in tassi che in valuta.

I DOMESTIC CURRENCY SWAP E I NON DELIVERABLE FORWARDS

Il contratto a termine (forward) prevede a scadenza lo scambio delle valute fra le parti; è comunque frequente che vengano scambiate solamente le differenze. In questo caso si tratta di D.C.S. e di N.D.F.

D.C.S.

Il Domestic Currency Swap è un contratto derivato per il quale due parti si impegnano a versare o riscuotere ad una certa data un importo calcolato in base al differenziale del tasso di cambio contrattuale e di quello corrente alla data di scadenza dell’operazione.

Il Domestic Currency Swap è nato quando sui contratti a termine era necessario pagare il “fissato bollato” ed esistevano vincoli di utilizzo (il termine poteva essere acquistato solo in contropartita a flussi commerciali). Con il D.C.S. infatti, le operazioni a termine in valuta venivano modificate di modo che alla scadenza venisse scambiato solo il differenziale.

N.D.F.

I Non Deliverable Forwards sono contratti a termine che non prevedono uno scambio effettivo alla scadenza delle due valute del contratto, ma solamente lo scambio dei differenziali di cambio denominati in una valuta forte che non è necessariamente l’euro.

Questi contratti sono molto usati nei mercati delle divise esotiche.

CAMBI A TERMINE O FORWARD (PARTE II)

Le variabili che intervengono nella formazione di un prezzo a termine in un mercato in equilibrio sono:

Il prezzo di una transazione nel mercato dei cambi differita nel tempo deve incorporare il differenziale dei flussi di interesse che sono generati dalla stessa transizione. Considerando la formula per il calcolo dell’interesse semplice:

(C x gg x t) / (360 x 100)

È possibile ricavare la formula base per calcolare il premio o lo sconto.

[spot x (tasso divisa incerta – tasso divisa certa) x gg]

[36.000 + (tasso divisa certa x gg)

Il “ cambio a termine” è definito come la somma algebrica del cambio spot +/- premio / sconto, dunque rappresenta il montante del cambio a pronti cioè il cambio a pronti più il “costo del tempo”.

Le quotazioni del cambio a termine avvengono tramite la quotazione del premio o dello sconto e la quotazione del cambio a pronti. Il segno del differenziale dei tassi determina il segno dei “ punti termine” da sommare algebricamente al cambio spot per ottenere il cambio forward.

ITALIAN STOCK SNAPSHOT: UBI Banca

Il gruppo bancario con sede a Bergamo, il 21 maggio 2011, ha annunciato di aver ottenuto l’autorizzazione dalla Banca d’Italia a utilizzare il modello di rating interno avanzato per i rischi di credito corporate e i rischi operativi. La società si attende un impatto positivo di almeno 85 punti base, portandola nel mese di marzo a 9.86% di Core Tier 1, primario indicatore di capitale per l’organo regolatore.

In questo momento, l’autorizzazione all’utilizzo di tale modello interno si limita però alle sole attività del segmento corporate delle nove banche che compongono la rete UBI (Unione di Banche Italiane) e a Centrobanca (la banca d’investimento del gruppo). Il peso di queste attività si aggira nell’intorno del 45% sul totale del rischio di credito. L’impatto positivo di 85 bps esclude dalla misurazione le attività di UBI leasing, UBI factoring e i segmenti retail delle banche rete, vengono inoltre esclusi dall’innovativo modello di misurazione i rischi di mercato e controparte.

Come altri competitors anche il gruppo UBI si è dotato di un sistema di misurazione interno anche se limitato ad alcune categorie di attività, ma non solo, in linea con le esortazioni dei regolatori e del mercato, la banca sta ponendo in essere misure di ottimizzazione delle RWA (Risk Weighted Asset) al fine di migliorare gli indicatori di capitale.

La riduzione del deficit EBA (European Banking Authority) dovrebbe attestarsi tra 20 e 40 punti base. La banca ha margini di miglioramento nella razionalizzazione, il titolo è scambiato a prezzi molto bassi, consigliamo ADD con target 2.5.

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