Università Forex Trading

I cambi a termini o forward

Il mercato dei cambi a termine (forward) include tutte le operazioni di negoziazione di divisa quali acquisti e vendite con valuta di regolamento diversa dallo spot, con scadenze stabilite e con un cambio prefissato.

Un’operazione “a termine” può essere definita come un contratto tramite il quale le parti si accordano per scambiarsi una quantità di una valuta contro un’altra, a una scadenza futura ed a un prezzo predefiniti.

Se il differenziale di tassi tra le valute è positivo, il prezzo a termine sarà minore del prezzo a pronti cioè a sconto. Se invece il differenziale tassi è negativo, il prezzo a pronti sarà superiore del prezzo a termine cioè a premio.

Le operazioni a termine vengono trattate OTC (over the counter), ovvero in un mercato non regolamentato, dove i market maker che quotano le scadenze ne garantiscono anche la liquidità.

Questo contratto è spesso usato per strategie di copertura del rischio di cambio. Ad esempio, un’impresa italiana che importa beni dall’America deve pagare 1.000.000 di dollari tra due mesi alla consegna dei beni. Per fissare il prezzo da pagare, l’azienda acquista oggi 1.000.000 di dollari contro euro a due mesi sul mercato a termine; l’azienda ha quindi reso certo l’ammontare in euro.

Le scadenze del termine sono generalmente da 1 a 18 mesi.

Definizione operative forex, certo per incerto e incerto per certo

Il rapporto di cambio tra due valute può essere espresso in due modi, quante unità di valuta sono necessarie per avere un’unità dell’altra valuta e viceversa.

Per esempio, se si afferma che sono necessari 1.2900 usd per avere un euro o se si afferma che sono necessari 0.7750 euro per avere un usd si sta dicendo la stessa cosa (1/1.2900=0.7750).

La moneta al numeratore sarà la moneta certa, quella al denominatore la cui quantità varia al variare del prezzo, sarà la moneta incerta.

La scelta di esprimere il rapporto di cambio in un modo o nell’altro è solo convenzionale.

Convenzionalmente:

E’ però sempre possibile richiedere una quotazione tra due valute al contrario rispetto alla convenzione menzionata.

Fino all’entrata in vigore dell’euro, la divisa di riferimento era il dollaro statunitense (usd) e le quotazioni venivano definite “incerto per certo” quando esprimevano la quantità di divisa locale necessaria per acquistare o vendere “UN” dollaro statunitense. Venivano definite “certo per incerto” quando esprimevano la quantità di divisa locale. Vengono ancora espressi in termini di “certo per incerto” alcune quotazioni (contro usd) fra cui le principali sono quelle della sterlina inglese (gbp), del dollaro australiano (aud) e neozelandese (nzd).

La verità sul Forex Trading, Videoconferenza GRATUITA

La verità sul Forex Trading” è una videoconferenza Gratis di Professione Forex.

Ancora una volta Loris Zoppelletto ci regala una videoconferenza sul Forex con molte informazioni interessante da non perdere.

Ti ricordo di iscriverti subito che i posti a queste videoconferenze sul Forex Trading sono limitati e si esauriscono in pochi giorni.

Lunedì 28 Maggio 2012, ore 20.30 ““La verità sul Forex Trading” completamente gratis.

Entra qui

GLI STRUMENTI PER OPERARE NEL FOREX

IL TASSO DI CAMBIO

Il tasso di cambio è il rapporto tra due valute, dove per convenzione, una è posta al numeratore e l’altra al denominatore.

Gli standard internazionali vogliono che l’ordine di acquisto o di vendita sia relativo alla valuta posta al numeratore.

Per esempio: quando si compra il cambio eur / usd, si compra euro e si vende contestualmente il controvalore in dollari statunitensi, dunque si dirà di essere lungo o rialzista di eur / usd.

Quando si vende il cambio eur / usd, si vende euro e si compra usd, dunque si dirà di essere corto o ribassista di eur / usd.

IL TASSO DI INTERESSE

Ciascuna valuta porta un tasso di interesse che varia nel tempo ed in funzione dell’intervallo di riferimento. Quando si apre una posizione sul forex, si sta acquistando una valuta e vendendone un’altra. Sui contratti che hanno durata superiore ai due giorni valuta (contratti spot) si incassano interessi sulla valuta acquistata e si pagano su quella venduta.

L’addebito o l’accredito del differenziale dei tassi viene regolato secondo i diversi strumenti.

Inversione di trend nel momentum

L’analisi grafica può spesso essere di grande aiuto nell’interpretazione degli indicatori algoritmici. E’ infatti possibile tracciare linee di supporto e di resistenza su tali grafici ed utilizzare una loro tenuta o rottura come segnali di anticipo dei futuri andamenti della curva dei prezzi. La significatività di tali linee può avere una duplice valenza. In primo caso, se ai punti di minimo e di massimo utilizzati per il tracciamento delle trend line corrispondono altrettanti minimi e massimi significativi, le linee di supporto e di resistenza assumono una certa importanza. Nel caso invece non fosse possibile trovare una corrispondenza di punti tra le due curve, la significatività delle linee utilizzate per delineare le tendenze sul grafico dell’oscillatore sarà nella maggior parte dei casi inferiore. Parallelamente, anche l’individuazione di modelli grafici sia di continuazione che di inversione può fornire valide indicazioni di anticipo rispetto alla curva dei prezzi. Ogni trend molto forte, sia rialzista che ribassista, generalmente determina sempre il raggiungimento da parte degli indicatori di momento dei livelli estremi della loro banda di oscillazione. In tali casi, uscire immediatamente da una posizione profittevole potrebbe risultare prematuro in quanto un trend forte può determinare il permanere degli oscillatori in zona d’ipercomprato o d’ipervenduto anche per svariate sedute. In sostanza, quindi, il primo raggiungimento di tali livelli estremi rappresenta sostanzialmente un campanello d’allarme: il segnale da valutare attentamente sarà costituito dal secondo movimento nella zona a pericolo. Se quest’ultimo movimento non conferma i nuovi massimi o minimi della curva dei prezzi, viene a definirsi una potenziale divergenza. A questo punto, è già possibile assumere delle iniziative di copertura, in quanto per aprire posizioni nel senso opposto a quelle iniziali sarà necessario attendere il completamento del segnale di divergenza. In ogni caso, è sempre sul grafico dei prezzi che andranno individuati i segnali operativi veri e propri. L’utilizzazione delle aree di ipercomprato e di ipervenduto per il posizionamento di ordini stop gain costituisce probabilmente la tecnica più efficiente per gestire tali situazioni.

La teoria della divergenza degli oscillatori

Il terzo punto di cui all’articolo della settimana passata

http://www.soldiwebonline.com/wp-admin/post.php?post=2718&action=edit

consiste nell’analizzare le  divergenze fra il grafico dell’oscillatore ed il bar chart. Le divergenze descrivono una situazione in cui la linea dell’oscillatore e la linea dei prezzi hanno tangenti con inclinazione opposta. In un mercato al rialzo, quando l’indicatore si trova in piena zona d’ipercomprato e al raggiungimento da parte dei prezzi di un nuovo massimo, non segue un parallelo comportamento sul grafico dell’oscillatore, alla perforazione del minimo formatosi tra i due picchi discendenti di quest’ultimo si ha il completamento di un divergenza ribassista.

Dal lato opposto, qualora ci si trovi in netta area d’ipervenduto e ad un nuovo minimo dei prezzi non segna un corrispondente ulteriore minimo dell’indicatore di momentum, al superamento sul grafico di quest’ultimo del picco presente fra gli ultimi due minimi ascendenti risulta completata una divergenza rialzista. Un secondo tipo di segnale forse meno affidabile di quello fin qui descritto, si verifica quando la linea dell’oscillatore rompe un picco o un minimo importante prima che i prezzi facciano altrettanto.

In un trend al rialzo, ad esempio, i massimi e i minimi che si registrano nell’oscillatore coincidono con i rally e le correzioni del trend disegnate sul bar chart. Se la linea dell’indicatore scende al di sotto di un minimo significativo precedentemente toccato, questo fatto è spesso preludio a una inversione del trend dei prezzi. Viceversa, il superamento di un precedente massimo da parte dell’oscillatore in un movimento dei corsi al ribasso potrebbe anticipare l’inizio di una nuova fase al rialzo.

E’ importante che tali segnali si verifichino nelle zone vicine ai valori estremi dell’indicatore. La divergenza nell’RSI ad esempio, è significativa solo quando si verifica sopra il livello di 70 o sotto il livello di 30. Importanti distinzioni, comunque, possono essere fatte a seconda del mercato analizzato o del lasso temporale utilizzato. Ogni mercato, infatti, presenta differenti livelli di ipercomprato e di ipervenduto ed inoltre, la valenza di ogni divergenza dipende dalla velocità o lentezza dell’indicatore.

Regole generali di interpretazione degli oscillatori (PARTE II)

Riprendendo l’articolo della settimana passata

http://www.soldiwebonline.com/wp-admin/post.php?post=2718&action=edit

riguardo i primi due punti, risulta in prima istanza intuitivo interpretare gli oscillatori mediante l’analisi degli estremi della banda di oscillazione.

In tal senso, le zone estreme alla normale banda di oscillazione, vengono utilizzate per segnalare situazioni di mercato anormale. L’indicatore RSI – Relative Strenght Index – ha un range massimo limitato da 0 a 100 e i movimenti al di sopra di 70 e al di sotto di 30 segnalano rispettivamente una situazione di ipercomprato e di ipervenduto e perciò una situazione di mercato vulnerabile: un operatore potrebbe, in teoria, vendere al di sopra di 70 e comprare sotto al livello di 30. In pratica, altre importanti considerazioni dovranno essere fatte prima di arrivare a tali conclusioni.

REGOLE GENERALI DI INTERPRETAZIONE DEGLI OSCILLATORI (PARTE I)

Quando l’indicatore raggiunge i valori estremi della banda di oscillazione generalmente il movimento dei prezzi è troppo esteso o si è verificato in un tempo troppo ristretto rispetto alla sua entità e perciò è possibile una correzione o una fase di consolidamento del trend. A tale immediata considerazione è poi possibile far seguire alcune tecniche di utilizzazione degli oscillatori forse più sofisticate ma certamente più efficaci. Vediamo in breve alcuni principi da seguire per una corretta interpretazione degli indicatori algoritmici:

1 – Le indicazioni fornite da questi strumenti sono molto attendibili quando il valore degli oscillatori è vicino ai punti estremi della banda di oscillazione. Il mercato si dice ipercomprato quando l’indicatore oscilla nell’area estrema verso l’alto e ipervenduto nel caso opposto. Tale indicazione sostanzialmente tende ad evidenziare come il trend stia attraversando una fase di elevata vulnerabilità.

2 – Il superamento della linea dello zero può fornire un’indicazione significativa riguardo alla direzione del movimento dei prezzi.

3 – Una divergenza fra l’oscillatore e la linea dei prezzi, quando il primo si trova in una posizione estrema, costituisce solitamente un avvertimento importante.

4 – La perforazione di una linea di supporto o il superamento di una linea di resistenza così come il completamento di un modello grafico, possono anticipare i futuri comportamenti dei corsi rispetto alle medesime linee.

OSCILLATORI COSTRUITI CON MEDIE MOBILI

L’intersezione fra una media mobile di breve periodo ed una media di più lungo termine può essere utilizzata per costruire un oscillatore. Per ottenere questo, è sufficiente rappresentare sotto forma di istogramma la differenza fra le due medie. Le barre dell’istogramma si dislocheranno in un’area che si colloca intorno alla linea dello zero. Questo oscillatore ha due utilizzazioni:

  1. Aiuta ad individuare le divergenze
  2. Identifica le inversioni di breve termine e le differenzia dai possibili cambiamenti di lungo. Un sistema alternativo prende in considerazione la differenza percentuale fra due medie mobili ad ampiezza diversa (la media mobile più breve viene divisa per il valore della media più ampia).

In entrambi i casi comunque la media più breve oscilla intorno a quella più ampia che costituisce la linea dello zero. Se la media più veloce è al di sopra della media più lunga, l’oscillatore avrà valori positivi, viceversa, nel caso contrario. Quando le due medie si discostano in maniera eccessiva fra di loro, il mercato richiede una pausa di assestamento. L’avvicinamento della media mobile di breve a quella di lungo rappresenta sempre un punto critico, di acquisto se in trend rialzista, di vendita in un trend al ribasso.

IL MACD (MOVING AVERAGE CONVERGENCE/DIVERGENCE)

Tale indicatore è costruito da due curve: la prima (linea continua) come differenza di due medie mobile esponenziali (in genere a 12 e 26 giorni), la seconda (linea tratteggiata) come media mobile esponenziale (9 giorni) della prima. Le formule risultano le seguenti:

MACD = (CX12 – CX26) & (CX12 – CX26) X 9

dove

CX12 = media mobile esponenziale a 12 gg dei prezzi di chiusura

CX26 = media mobile esponenziale a 26 gg dei prezzi di chiusura

X9 = media mobile esponenziale a 9 gg

L’interpretazione risulta duplice: in primo luogo, il taglio della linea di demarcazione dello zero dall’alto verso il basso da parte del MACD fornisce un segnale di vendita o di debolezza mentre il contrario un input di acquisto o di forza del mercato. In seconda istanza, poiché le medie mobili generano i segnali di allerta in ritardo a causa delle inerzie verticali ed orizzontali, risulta utile interpretare il MACD come rottura delle due linee sopra indicate in quanto tale tecnica anticipa i segnali operativi.