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Forex: Euro in calo ma spread positivo

L’ultima giornata di trading della settimana si apre con le Borse europee contrastate e troviamo Piazza Affari in testa alla classifica degli indici del Vecchio Continente con un +0,31%. Milano sta beneficiando del significativo calo dello spread Btp a 10 anni-Bund tedesco che è passato ieri da 355 a 308 punti base, per poi stabilizzarsi a 320 nella mattinata odierna. Si incominciano a vedere quindi i primi effetti del LTRO dello scorso mercoledì il cui risultato ha superato le aspettative registrando una domanda superiore ai 500 miliardi di . L’aumentata liquidità che è entrata nel mercato andrà favorendo, secondo alcuni analisti finanziari, la curva italiana che al momento sembra offrire obbligazioni più affidabili rispetto a quelle spagnole, soprattutto per quanto riguarda i titoli a scadenza 5 anni.

Allo stesso tempo però il Bel Paese si trova di fronte ad un pesante downgrade da parte dell’agenzia Standard & Poor’s che ha recentemente tagliato il rating italiano a BBB+ con outlook negativo. In una recente intervista al Sole 24 Ore, la managing director di S&P responsabile dei rating sovrani in Europa Myriam Fernandez de Heredia, ha specificato gli obiettivi a cui deve mirare l’Italia al fine riconquistare la A nel proprio rating. Il percorso verso la ripresa economica andrà affrontato a piccoli passi, cominciando dal riportare l’outlook da negativo a stabile e ciò, secondo Fernandez de Heredia, dipenderà dall’impatto delle riforme del governo Monti sull’andamento economico e dal livello di crescita unito alla situazione del debito pubblico. Purtroppo il raffreddamento dello spread sui titoli di Stato non rappresenta di per sé un indicatore sufficiente a raggiungere questo risultato, nonostante abbia una valenza positiva agli occhi degli investitori.

Sul fronte valutario del trading la moneta unica non si allinea all’ottimismo dei mercati europei dopo l’asta della BCE e troviamo infatti il cross eur/usd a quota 1.3255 con una perdita dello 0,48% rispetto alla giornata di ieri. C’è apprensione anche nel mercato delle materie prime dopo che il prezzo di Wti e Brent sono schizzati del 2% a causa di alcune voci su un’esplosione di un oleodotto in Arabia Saudita, andando rispettivamente a quota 110,5$ e 126,2$ al barile; dopo la smentita i prezzi sono calati ma rimanendo sempre piuttosto sostenuti.

I non farm payroll americani di questo mese non saranno pubblicati oggi ma bensì venerdì prossimo per stimare un dato più accurato data la ravvicinata data del primo venerdì del mese alla fine di quello precedente.

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