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IL CONCETTO DI MOMENTUM (PARTE III)

Finora si è definito il momentum come una differenza fra i due prezzi rilevati in un certo intervallo di tempo. Esistono però alcuni problemi che questo tipo di oscillatore non è in grado di risolvere. Il primo di essi è rappresentato dalla componente erratica dei prezzi rilevati all’interno dell’intervallo di osservazione. Per spiegare il concetto ricorreremo all’esempio più sotto esposto.

Supponiamo che il prezzo rilevato il girono P (T-10) sia inferiore a P (T-11) e Pt = P (T-1) perciò avremo : P (T-1) – P (T-11) = Xt-1 e il giorno successivo Pt – P (t-10) = Xt dati i presupposti avremo Xt < X(t-1) a fronte di una linea di prezzi costante. In effetti non si è avuto alcun incremento delle quotazioni nel tempo t-(t-1), bensì una diminuzione del valore P (t-10) rispetto a P (T-11). Il secondo problema è rappresentato dalla definizione della scala o della banda di oscillazione.

A seconda del livello dei prezzi misurato, la scala dovrebbe cambiare in continuazione. A questo punto si pone soluzione normalizzando la linea del momentum ossia percentualizzando gli scarti in modo che l’indice oscilli sempre fra i valori compresi fra 0 e 100. Una tecnica di normalizzazione consiste nel dividere il valore del momentum per alcuni divisori costanti. Il modo più semplice è quello di dividere il valore del momentum per il massimo prezzo raggiunto nel periodo di tempo considerato. Per esempio, in un momentum a 10 giorni, la differenza calcolata giorno per giorno deve raggiungere il mercato durante un periodo di tempo. Una volta definiti i limiti, le zone di pericolo che stanno al di fuori di questi valori possono essere identificate in vario modo. In generale però, vengono definite zone di ipercomprato o ipervenduto in cui il mercato è estremamente variabile. L’altro problema, quello cioè relativo all’erraticità dei prezzi nella fascia di osservazione, può essere risolto utilizzando delle medie mobili come filtro. Anziché confrontare le varie chiusure, l’ultimo prezzo va rapportato alla media mobile delle 10 chiusure precedenti (sempre se si è usato un momentum ad ampiezza 10). L’introduzione della media mobile delle chiusure può smorzare la risposta dell’indicatore perché la rallenta. Si tratta allora di scegliere la combinazione più idonea, mercato per mercato, fra grado di erraticità accettabile e velocità di risposta dell’indicatore.

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