Le medie mobili (parte II)
Per la costruzione di una media mobile vengono utilizzati di solito i valori di chiusura, siano essi prezzi che indici. Alcuni preferiscono altri valori di riferimento come, ad esempio, il prezzo medio del range giornaliero, altri utilizzano come valore base la media aritmetica dei minimi e dei massimi. Altri ancora, infine, utilizzano una banda costruita facendo la media dei minimi e la media dei massimi ottenendo così due linee separate che descrivono una fascia di indifferenza.
In ogni caso, i prezzi di chiusura sono ancora oggi i più utilizzati ed è quindi su questi che si baseranno le osservazioni. La formula generale per la compilazione della terza colonna è la seguente:
Pt + Pt-1 + Pt-2 + ………………..Pt-n+1
Mt = —————————————————
n
Mt = valore della media mobile al tempo t
P = prezzo o valore dell’indice di riferimento
N = numero delle osservazioni (ampiezza della media mobile)
La formula per procedere all’aggiornamento è la seguente:
Pt + 1 – Pt-n +1
Mt+1 = Mt + ——————–
N
Mt+1 = valore della media mobile dell’ultimo giorno.
Una funzione di questo tipo tende a smorzare l’erraticità dei prezzi e questo effetto è tanto più evidente quanto più è lunga la media mobile.
La sua rappresentazione grafica è una curva che segue la linea dei prezzi con un andamento molto più regolare (vengono eliminate le cosiddette punte speculative).
Infatti, uno tra i principali obiettivi che ci si pone con l’utilizzazione di questo algoritmo è proprio quello di eliminare gli elementi casuali che entrano nella formazione del prezzo provocando delle esasperazioni nei movimenti. Il presupposto è quindi che questi elementi perturbativi vengano livellati con l’uso delle medie mobili
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